La Città
Aggiornato al 15 febbraio 2016

 

35 La cittadina, le quali origini risalgono alla fine del ‘600, mantiene  pressoché inalterato il centro storico che, segnato da vie anguste su  cui si ergono i palazzi ottocenteschi più importanti, si impernia  sulla piazza Duomo, che ad est si allunga in un magnifico Belvedere  cui è possibile godere il panorama della costa jonica da Taormina  fino al  golfo di Augusta, mentre ad ovest è dominata dalla Chiesa  Madre,  settecentesca costruzione intitolata ai SS. Fratelli Alfio, Cirino  e Filadelfo patroni del paese,  che si eleva su di una scalea, con una  suggestiva facciata di pietre basaltiche e la gigantesca scenografia  dell’Etna svettante alle sue spalle. Stradine sinuose seguono l’ascesa verso la montagna e tra portali e mascheroni in pietra lavica, tra uno scorcio e l’altro di paese, si intravedono rigogliosi distese di boschi di castagni, noccioleti e ciliegeti.

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Proprio dinanzi al palazzo di città, vi è il “Museo della vite, del vino  e degli antichi mestieri”, collocato in un elegante palazzo, nel quale in ambienti opportunamente strutturati, si possono osservare gli strumenti agricoli per la preparazione del vino, la coltivazione delle vigne e attrezzature inerenti gli antichi mestieri.

Spostandosi a nord-ovest si raggiunge la collina del Calvario, dalla quale vetta è possibile ammirare un suggestivo panorama. Quì sorge l’omonima chiesa ottocentesca con l’imponente scalinata in pietra lavica.

Risalendo verso l’Etna, si incontra il quartiere Nucifori, al cui centro si erge la piccola e graziosa Chiesetta della Madonna del Tindari. Si prosegue poi fino al Castagno dei Cento Cavalli, rarità del mondo botanico con i suoi 2000 anni di vita, dal 2008 dichiarato dall’UNESCO “Monumento Messagero di Pace nel Mondo” e poco distante il castagno La Nave o “Rusbigghiasonnu”.

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Procedendo in direzione nord-ovest si giunge al cospetto del santuario   di Magazzeni, edificio eretto in ricordo del miracoloso intervento dei Santi Fratelli a protezione del paese dalla terribile eruzione del 1928, che distrusse la non lontana Città di Mascali.

Continuando l’ascesa si giunge al Rifugio Citelli, costruzione eretta a quota 1700 m. s.l.m. per volontà del Prof. Salvatore Citelli (1875- 1945) luogo di sosta per gli escursionisti.